Frontemare di Trieste
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Sezione di Trieste

Annunciati oggi i primi risultati di Muon g-2 : possibili indizi di una Nuova Fisica

Fornite nuove evidenze a favore dell’esistenza di fenomeni fisici non descritti dal Modello Standard, la teoria di riferimento per la spiegazione dei processi subatomici.

L'esperimento internazionale di fisica delle particelle Muon g-2, al quale partecipano ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e della Sezione di Trieste dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha annunciato oggi, mercoledì 7 aprile, l’attesissimo risultato della sua prima campagna di presa dati al Fermilab di Chicago, negli Usa. Muon g-2 misura con una precisione mai raggiunta prima d’ora le proprietà magnetiche dei muoni, i "fratelli" pesanti degli elettroni, che sono influenzate da interazioni con tutte le particelle e le forze finora note e incluse nel cosiddetto “Modello Standard” delle particelle elementari.

La collaborazione internazionale responsabile di Muon g-2, di cui l’INFN è uno dei principali membri sin dalla sua nascita, è riuscita ad ottenere una misura del cosiddetto momento magnetico anomalo del muone con una precisione senza precedenti, confermando le discrepanze con le previsioni del Modello Standard già evidenziate in un precedente esperimento condotto al Brookhaven National Laboratory, vicino New York, e conclusosi nel 2001. Questo risultato fondamentale rappresenta un importante ed entusiasmante indizio della possibile presenza di forze o particelle ancora sconosciute, questione che da decenni alimenta discussioni tra i ricercatori.

Il gruppo di ricercatori affiliati alla Sezione INFN di Trieste, guidato dal Prof. Giovanni Cantatore, ha contribuito fin dall’inizio alla progettazione e alla realizzazione del sofisticato sistema di calibrazione laser di Muon g-2. Il gruppo si è occupato della distribuzione degli impulsi laser di calibrazione ai rivelatori calorimetrici, del cosiddetto “local monitor”, che ha il compito di monitorare la stabilità dei gruppi di fibre ottiche che portano gli impulsi laser e del “source monitor”, che fornisce un riferimento assoluto per l’ampiezza degli impulsi stessi. L’impegno continua, nella corrente fase di presa dati, con il controllo del sistema di calibrazione la partecipazione ai turni di misura.

Maggiori informazioni: Comunicato stampa INFN

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