Per diversi motivi, in alcune applicazioni il segnale processato analogicamente non ha ancora le caratteristiche adatte per essere misurato. In questi casi si ricorre al processamento digitale trasformando il segnale digitalizzato con opportuni filtri che permettono di ottenere le prestazioni desiderate.
Nel caso di un rivelatore per raggi X, ad esempio, si può voler cambiare la formatura a seconda del tasso di arrivo dei fotoni per trovare il giusto compromesso tra risoluzione energetica e tempo morto. Il rapporto segnale/rumore dipende dalle caratteristiche di quest'ultimo, che possono variare a seconda di condizioni esterne (presenza di disturbi). In queste condizioni il filtro digitale può essere modificato per ottimizzare la risoluzione energetica.
La figura mostra il segnale analogico di uno dei canali del rivelatore AXPiDe, realizzato per la linea XAFS di Elettra Sincrotrone Trieste, dopo digitalizzazione e parametrizzazione attraverso un fit della funzione di trasferimento del circuito analogico, insieme a tre segnali ricavati tramite DSP: il segnale differenziato, utile per iniziare l'acquisizione all'arrivo di un evento e per eseguirne la misura al momento opportuno, e due esempi di formatura pseudo-trapezoidale per misurare l'energia dei fotoni con due tempi di formatura diversi (al crescere del tempo di picco aumenta il rumore e diminuisce il tempo morto).

Il DSP può essere utilizzato con singole sequenze temporali (come nel caso discusso sopra), con sequenze multiple (ad esempio per evidenziare o rimuovere correlazioni) o su insiemi a due o più dimensioni (immagini acquisite da uno o più sensori a matrice).





