Giovedì 23 aprile al Teatro Miela di Trieste si è svolta l’edizione locale di Famelab, una competizione internazionale di comunicazione scientifica per giovani ricercatori e ricercatrici. A valutare i concorrenti una giuria composta da Nicola Bressi (Museo Civico di Storia Naturale di Trieste), Vieri Candelise (Università di Trieste), Giulia Casasole (SISSA) e Valeria Filì (Università di Udine).
Pietro ha portato sul palco due brevi racconti che hanno come protagonisti i raggi cosmici, particelle emesse dal Sole e da altri corpi celesti che colpiscono la Terra senza sosta. Nel primo intervento, ha raccontato il ruolo fondamentale di questi ultimi all'interno dei processi di formazione delle nuvole, come osservato dall'esperimento CLOUD al CERN [1]. Nel secondo, ha raccontato (e mostrato fisicamente sul palco) il principio della tomografia muonica, una tecnica che sfrutta l'assorbimento dei raggi cosmici all'interno della materia per produrre "radiografie" di oggetti anche di grandi dimensioni. Nello specifico, questa tecnica è stata usata per individuare corridoi nascosti all'interno di piramidi [2], ma anche per studiare l'interno di vulcani ed edifici storici.
Pietro è un dottorando di ricerca in Fisica al Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste, con borsa finanziata dall'INFN (sezione di Trieste). Lavora sotto la supervisione di Francesco Longo (Units e INFN Trieste) e Laura Bandiera (INFN Ferrara). La sua attività di ricerca riguarda principalmente lo studio e la catalogazione delle sorgenti di raggi gamma di alta energia osservate dalla missione Fermi-LAT (NASA), lanciata nel 2008 e tuttora operativa [3]. Dal 2023 è membro del gruppo di astrofisica gamma del Dipartimento e dell'INFN, sezione di Trieste e Gruppo Collegato di Udine [4]. È inoltre membro del progetto INFN OREO [5], che mira a sviluppare nuovi rivelatori composti da cristalli orientati per possibili applicazioni in astrofisica gamma su satellite, esperimenti di fisica fondamentale su fascio e ricerca della materia oscura.
Al secondo posto Roberta Pratolino, dottoranda all’Università di Udine, che ha raccontato con chiarezza e leggerezza le frontiere della food science, tra proteine ibride e... una torta ai lamponi. Entrambi rappresenteranno Trieste alla finale nazionale in programma in autunno.
L’evento è stato organizzato dall’Immaginario Scientifico, con Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nell’ambito del protocollo Trieste Città della Conoscenza.
[1]: https://home.cern/science/experiments/cloud
[2]: https://cerncourier.com/a/cosmic-rays-for-cultural-heritage/
[3]: https://www.asi.it/esplorazione/alte-energie/fermi/
[4]: https://df.units.it/it/ricerca/ambiti/gruppi/5361
[5]: https://www.fe.infn.it/index.php/en/activities-research/technological-physics?view=article&id=603&catid=88
Foto: Luca Valenta







